Perdere il lavoro e richiedere la Naspi: requisiti, durata e calcolo dell’importo INPS
Tutto quello che serve sapere prima di presentare la domanda all'INPS

Quando si ha diritto alla NASpI
Non ogni uscita dal lavoro dà diritto alla NASpI. Il presupposto è la perdita involontaria dell’occupazione: il rapporto si chiude senza una scelta libera del lavoratore.
Per chi lavora con contratti brevi, questo aspetto è molto concreto. Un cameriere stagionale, una receptionist a termine o un addetto alle pulizie assunto per alcuni mesi possono trovarsi senza reddito quando il contratto finisce.
| Situazione | Come si applica |
|---|---|
| Contratto stagionale terminato | Può aprire la domanda se ci sono i contributi richiesti. |
| Licenziamento | Di norma è una perdita involontaria del lavoro. |
| Dimissioni ordinarie | Di solito non danno diritto alla prestazione. |
| Dimissioni per giusta causa | Possono essere valutate se motivate e documentabili. |
I requisiti contributivi
Il requisito principale da verificare è contributivo. Per accedere alla NASpI bisogna avere almeno 13 settimane di contributi contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti la cessazione del rapporto. Non conta solo l’ultimo contratto: si considerano tutti i periodi lavorati in quell’arco di tempo.
Per chi alterna stagioni e periodi senza lavoro, questo significa che i contributi versati in anni precedenti possono pesare positivamente nel calcolo. Conviene verificare la propria posizione contributiva sul fascicolo previdenziale INPS prima di presentare la domanda.
Quanto dura la NASpI
La durata dipende dalle settimane di contribuzione presenti negli ultimi quattro anni. La regola è diretta: la NASpI dura per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive considerate, fino a un massimo di 24 mesi.
| Settimane contributive negli ultimi 4 anni | Durata indicativa della NASpI |
|---|---|
| 26 settimane | Circa 13 settimane |
| 40 settimane | Circa 20 settimane |
| 52 settimane | Circa 26 settimane |
I valori in tabella sono indicativi. L’importo e la durata reali vanno verificati sul prospetto INPS, che tiene conto della propria storia contributiva specifica.
La riduzione progressiva: come funziona il décalage
La NASpI non resta dello stesso importo per tutta la durata. A partire dal primo giorno del sesto mese di fruizione, l’indennità si riduce del 3% al mese. Questo meccanismo si chiama décalage.
Per chi ha compiuto 55 anni alla data di presentazione della domanda, la riduzione inizia invece dal primo giorno dell’ottavo mese.
Come si calcola l’importo
Il calcolo parte dalla retribuzione media imponibile degli ultimi quattro anni, non solo dall’ultimo stipendio. La formula base prevede:
- 75% della retribuzione media mensile, per la parte sotto la soglia stabilita dalla legge e rivalutata annualmente dall’INPS.
- Sulla parte eccedente quella soglia si aggiunge una quota del 25%.
- In ogni caso si applica un tetto massimo aggiornato ogni anno dall’INPS.
Per avere un’idea del meccanismo: un lavoratore con una retribuzione media mensile imponibile di circa 1.100 € potrebbe ricevere un importo lordo iniziale vicino a 825 €. Questo è un esempio semplificato: l’importo reale dipende da contributi effettivi, settimane lavorate, eventuali trattenute fiscali e dal tetto massimo vigente. Il simulatore INPS disponibile su inps.it permette di ottenere una stima più precisa.
| Elemento del calcolo | Significato |
|---|---|
| Retribuzione media imponibile | Media degli stipendi considerati dall’INPS negli ultimi 4 anni. |
| 75% | Quota base applicata sotto la soglia di legge. |
| Tetto massimo | Limite oltre il quale l’indennità non può salire, aggiornato annualmente. |
| Riduzione mensile (décalage) | 3% al mese dal 6° mese (8° per chi ha 55 anni o più alla data della domanda). |
Come presentare la domanda
La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Aspettare può far perdere giorni utili di prestazione o, nei casi peggiori, il diritto alla NASpI.
La richiesta si presenta online tramite il sito INPS con SPID, CIE o CNS. Chi ha difficoltà con gli strumenti digitali può rivolgersi a un Patronato, che offre assistenza gratuita per la presentazione della domanda.
- Controllare la data esatta di fine contratto o licenziamento.
- Raccogliere documento di identità, codice fiscale, IBAN e ultime buste paga.
- Verificare le settimane contributive nel fascicolo previdenziale su inps.it.
- Presentare la domanda entro 68 giorni, senza aspettare l’ultimo momento.
- Seguire le indicazioni su DID e Centro per l’impiego dopo la domanda.
La presentazione della domanda di NASpI equivale al rilascio della Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID). Dopo la domanda è necessario rispettare gli adempimenti con il Centro per l’impiego e il patto di servizio personalizzato.
Gli errori da evitare
Tre errori ricorrenti complicano pratiche che potrebbero essere semplici:
Non rispettare i 68 giorni. Il termine è tassativo. Anche pochi giorni di ritardo possono ridurre il periodo di prestazione.
Non comunicare nuove attività o redditi. Piccoli lavori saltuari, contratti brevi o attività autonome avviate durante la NASpI devono essere comunicati all’INPS. Prima di accettare un nuovo incarico, è prudente verificare gli obblighi di comunicazione.
Non verificare i propri contributi prima di fare la domanda. Errori o periodi mancanti nella posizione contributiva possono rallentare la pratica. Controllare il fascicolo previdenziale in anticipo permette di intervenire per tempo.
Contenuto a scopo informativo basato sulle indicazioni INPS vigenti nel 2026. Non sostituisce le indicazioni ufficiali dell’INPS, di un Patronato o di un CAF. Per la propria situazione specifica, consultare sempre un organismo ufficiale.
